Task force americana sulla sicurezza nelle scuole e la privacy degli studenti

Privacy scuole | ASSO DPO

Gli sforzi da porre in essere per mantenere gli istituti scolastici al sicuro devono mirare a tutelare sia la #privacy che la dignità di tutti gli studenti, così come il loro diritto ad un’educazione egualitaria.”

Questo quanto dichiarato martedì 26 marzo da quaranta organizzazioni americane appartenenti al mondo dell’istruzione, della privacy, dei diritti dei disabili e dei diritti civili, che hanno individuato dieci principi finalizzati ad orientare le scelte del mondo politico e dell’istruzione circa le misure di sicurezza da implementare negli istituti scolastici.

Di fronte ai governi di diversi Stati d’America, che implementano misure di #sicurezza sempre più invasive della #riservatezza degli studenti, lo scopo è quello di porre l’attenzione su soluzioni che siano sicure, ma al contempo tutelanti della privacy sia degli #studenti che delle loro famiglie.

Le organizzazioni americane pongono maggiore attenzione su quei sistemi che implicano un vero e proprio #monitoraggio degli studenti, non solo fisico ma anche digitale, tra cui i sistemi di #videosorveglianza, i quali sono sempre più usati nelle scuole americane ma senza adeguate garanzie per gli interessati al trattamento.

In particolare, le organizzazioni rivendicano una necessità di chiarezza circa le tipologie di dati personali raccolti, i soggetti che avranno accesso a quei dati, per quanto tempo gli stessi saranno conservati, come e/o con chi i dati verranno condivisi, e sottolineano necessità di #trasparenza nei confronti non solo degli studenti, ma anche dei loro famigliari e degli stessi educatori scolastici.

Le organizzazioni insistono infine sul fatto che non possono essere utilizzati esclusivamente #algoritmi per decidere se lo studente possa essere classificato come una minaccia all’interno della realtà scolastica, ma che debba essere garantito l’intervento umano dei dirigenti scolastici, e che le famiglie dovrebbero avere l’opportunità di accedere alle informazioni che hanno permesso di catalogare i propri figli come pericolosi.

Fonte: www.linkedin.com