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Emergenza Covid-19: come sta reagendo la vicina Svizzera

Video intervista ASSO DPO Covid19

Il coordinatore del Comitato Scientifico di ASSO DPO Nadia Arnaboldi ha intervistato Gianni Cattaneo, membro del Gruppo Internazionale del Comitato Scientifico di ASSO DPO e portavoce della Commissione Protezione Dati e Trasparenza del Canton Ticino, per analizzare la reazione della Svizzera all’emergenza Covid-19.

Si tratta della prima di una serie di video interviste fatte agli esperti del Comitato Scientifico di ASSO DPO per analizzare nel dettaglio come stanno reagendo i diversi Stati dell’UE nel contesto dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus.

Il Covid-19 ha colto alla sprovvista i Paesi di tutto il mondo e ha obbligato i Governi ad agire tempestivamente per arginare la pandemia. L’Italia è stata tra i primi Paesi a dover reagire per contrastare l’emergenza, prima ancora che questa venisse riconosciuta come tale dall’OMS. Per questo siamo stati sicuramente più penalizzati rispetto ad altri Paesi d’Europa.

Dal punto di vista della gestione dell’emergenza sanitaria, qual è stata la reazione della Svizzera? Quali misure sono state adottate e quali azioni sono state intraprese dal suo Governo per fronteggiare l’emergenza? E quale impatto hanno avuto queste azioni nell’ambito della privacy e della data protection?

Il confronto tra le azioni intraprese dai diversi Governi in Europa rappresenta uno spunto di discussione e un’occasione per condividere esperienze. Analizziamo insieme la situazione degli altri Paesi e i provvedimenti delle diverse Autorità di Controllo per la protezione dei dati, cominciando con la testimonianza di Gianni Cattaneo sulla situazione della Svizzera e, in particolare, del Canton Ticino.

L’emergenza in Canton Ticino: la testimonianza di Gianni Cattaneo

Il Canton Ticino è stato, per vicinanza con l’Italia, il primo Cantone svizzero a dover fronteggiare l’emergenza. Ha dichiarato lo stato di necessità il 12 marzo 2020, installando un regime speciale tutt’ora in vigore.

Quando il Governo, ha effettuato le proiezioni sui ricoveri è emersa la possibile saturazione del sistema ospedaliero. A quel punto sono stati effettuati degli interventi progressivi, vietando gli assembramenti di persone in un primo momento, poi sono stati chiusi scuole, locali pubblici, attività commerciali e addirittura i siti produttivi. Solo i negozi di generi alimentari, le parafarmacie e i professionisti della salute sono attualmente aperti al pubblico. Il lavoro da casa è raccomandato, se non obbligatorio per le persone a rischio. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, i servizi essenziali sono garantiti e sono accessibili tramite email o telefonicamente. È sospesa l’emanazione di decisioni e sentenze da parte delle autorità.

Le misure adottate dalla Cina sono state riprese e adottate in tutta la Svizzera il 16 marzo 2020 quando il Consiglio Federale ha assunto la gestione della crisi. La chiusura dei siti produttivi riguarda solo il Canton Ticino, proprio in considerazione dell’elevato numero di contagi. Gli altri cantoni non sono stati bloccati da questa misura speciale.

La buona notizia è che il picco di contagi è stato raggiunto a inizio aprile, quindi il Governo svizzero ha iniziato a programmare l’alleggerimento progressivo delle misure restrittive contro il contagio.

Il Canton Ticino ha garantito per tutti i malati le migliori cure possibili, compreso l’accesso alla terapia intensiva che non è mai stato al di sopra delle capacità nonostante l’aumento del numero dei ricoverati. “Siamo quindi riconoscenti”, afferma Gianni Cattaneo, “agli operatori sanitari del Canton Ticino per questo incredibile risultato.”

L’autorità di controllo ha adottato alcuni provvedimenti per guidare le imprese e gli enti in quanto periodo di emergenza e sono state date indicazioni alle imprese per gestire la crisi, in particolare a difesa delle persone a rischio.

Dal punto di vista della privacy, gli incaricati cantonali per la protezione dei dati sono prontamente intervenuti su questioni urgenti di carattere generale. L’incaricato federale, in particolare, si è espresso sull’uso dei dati aggregati relativi alla geolocalizzazione degli utenti tramite le reti mobili per valutare l’efficacia del divieto di assembramento delle persone, confermandone l’ammissibilità.

L’incaricato cantonale di Zurigo si è concentrato invece sull’emanazione di raccomandazioni riguardanti l’uso di software e servizi online per il lavoro a distanza e l’e-learning nelle scuole. Le raccomandazioni sono state poi riprese anche dagli incaricati degli altri cantoni, compreso quello del Canton Ticino. Si tratta di un regime generoso, molto aperto ma che vale solo per il periodo di emergenza sanitaria.

Possiamo quindi affermare che effettivamente c’è stata una forte collaborazione tra tutti i Cantoni svizzeri per definire una linea comune sulla gestione dei dati in questo periodo di emergenza.

Guarda l’intervista completa

Continueremo ad approfondire insieme i diversi aspetti della gestione dell’emergenza sanitaria intervistando prossimamente gli altri esperti del Gruppo Internazionale del Comitato Scientifico di ASSO DPO. Analizzeremo insieme il punto di vista degli altri paesi nell’UE.

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